Ricezione Avviso bonario – non più possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso

Ricezione Avviso bonario – non più possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso
L’istituto del ravvvedimento operoso è uno degli strumenti deflattivi del contezioso tra più utilizzati. Tale strumento consente a un contribuente di sanare omissioni e irregolarità tributarie, usufruendo della riduzione ad un ottavo delle sanzioni (3,75%) se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (articolo 13, comma 1, lettera b, del Dlgs. 472/1997). Ma nel caso in cui l’amministrazione finanziaria proceda a notificare al contribuente il cosiddetto avviso bonario, questi non potrà più avvalersi del ravvedimento operoso.
Infatti con la notifica del controllo automatizzato (il cosiddetto avviso bonario), l’Agenzia delle Entrate  procede annualmente a verificare la liquidazione delle dichiarazioni presentate dai contribuenti, provvedendo a correggere gli eventuali errori commessi nella determinazione degli imponibili e delle imposte ed a verificare la congruità e la tempestività dei versamenti (articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972).
Pertanto la legge consente l’utilizzo del ravvedimento operoso e di usufruire dei benefici correlati alla sua attuazione, alla condizione che “la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza”. Conseguentemente, la conoscenza formale da parte del contribuente della comunicazione degli esiti del controllo automatizzato (il cosiddetto avviso bonario), gli preclude la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso con riferimento alle irregolarità riscontrabili con il medesimo controllo (Circolare 18/E del 2011).

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