Cedolare secca e locazione transitoria

Cedolare secca e locazione transitoria

Il contratto di locazione a uso transitorio (ex articolo 5, L. n. 431/1998) viene utilizzato per esigenze abitative temporanee non turistiche, la cui durata varia da un minimo di un mese a un massimo di 18 mesi. Il corrispettivo della locazione a uso transitorio è liberamente determinato dalle parti (così detto canon libero), ad eccezione dei contratti ricadenti in undici aree metropolitane (Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania), nei comuni con esse confinanti e negli altri comuni capoluogo di provincia, in cui il canone è stabilito dalle parti all’interno di valori minimi e massimi definiti per fasce di oscillazione per le aree omogenee (così detto canone concordato), come individuate per i contratti a canone amministrato ordinari. In merito all’applicazione della cedolare secca, nel caso di canone locazione annuo stabilito dalle parti si applica l’imposta sostitutiva nella misura del 21%, invece nelle ipotesi in cui il contratto si stipuli per abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, lettere a) e b), del Dl 551/1988), è prevista un’aliquota ridotta. In quest’ultimo caso l’aliquota, dal 2013, è pari al 15%, ridotta al 10% per il quadriennio 2014-2017.

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